Marco Ruggeri
è nato a Cremona nel 1969. Ha intrapreso gli studi
musicali con don Giuseppe Crema e li ha ultimati
con Enrico Viccardi e Giovanna Fabiano,
diplomandosi in Organo (1989) e, con il massimo
dei voti, in Clavicembalo (1996) ai Conservatori
di Piacenza e Brescia. Si è poi perfezionato con
Andrea Marcon alla Schola Cantorum di Basilea
(1997-99). Premiato al concorso organistico di
Bruges (1996), ha vinto il primo premio al
Concorso Organistico Internazionale di
Sant’Elpidio a Mare (Ascoli Piceno, 1998) ed al
Concorso Clavicembalistico Nazionale di Bologna
(1997). Laureato cum laude in Musicologia
all’Università di Pavia (1996) si dedica allo
studio della musica organistica e dell’organaria
italiana dell’Ottocento (in particolare, la
riscoperta dell’opera organistica di Ponchielli e
la pubblicazione del Catalogo del Fondo Musicale
della Basilica di Santa Maria di Campagna in
Piacenza, Olschki 2003). Ha inciso per le
etichette TACTUS, SONY, STRADIVARIUS, MV CREMONA,
LA BOTTEGA DISCANTICA e SAN PAOLO. L’incisione dei
brani organistici di Amilcare Ponchielli ha
ottenuto il riconoscimento Musica eccezionale!
dalla rivista Musica (ottobre 2000). Recentemente
sono usciti i compact-disc dedicati all’opera per
organo di Padre Davide da Bergamo (2 CD), alle
sonate per cembalo del compositore cremonese
Giovan Battista Serini (XVIII sec.) ed
un’antologia di brani di Wolfgang Amadé Mozart. E’
docente in ruolo al Conservatorio di Novara. A
Cremona è organista della Cappella Musicale della
Cattedrale e titolare dell’organo-orchestra
“Lingiardi 1877” della chiesa di San Pietro al Po.
E’ consulente per gli organi per la Curia e
direttore artistico e docente presso la Scuola
Diocesana di Musica Sacra “Dante Caifa” di
Cremona.
Marju
Riisikamp, estone, si è diplomata in
Pianoforte presso l’Accademia Estone di Musica di
Tallinn nel 1982. Ha proseguito gli studi in
Organo con Hugo Lepnurm e Rolf Uusväli
perfezionando lo studio degli antichi strumenti a
tastiera (Organo e Clavicembalo) con Ketil
Hangsand e Knud Johannesen. Dal 1994 frequenta
regolarmente i corsi tenuti in Italia da
Christopher Stembridge. Nel 2000 ha conseguito il
baccalaureato in Clavicembalo presso l’Accademia
Estone di Musica. Il suo repertorio si focalizza
sulla musica per tastiera dal XVI al XVII secolo.
Ha suonato – con numerosi consort strumentali e
come accompagnatrice di solisti vocali – in
Estonia, Finlandia, Norvegia, Germania, Francia,
Russia e Lettonia. Nel 1997 ha suonato ai Vespri
d’organo in Trento e, nel 1998, all’Ottobre
organistico in Trieste. Ha registrato un CD con
musiche di Antonio Valente, Giovanni de Macque,
Ascanio Mayone e Girolamo Frescobaldi per la Radio
Nazionale Estone. Ha inoltre tenuto lezioni e
corsi di interpretazione sulla musica antica per
tastiera all’Accademia Estone di Musica ed ha
collaborato con il cembalaro olandese Joop
Klinkhamer nella presentazione dei suoi strumenti
a Herne (Germania).
ENSEMBLE
PERINCANTAMENTO
L’incantamento – non è una
contraddizione – ha una storia senza tempo. Dal
Medioevo esso deriva una polisemia estremamente
sfaccettata: è la magia sottile della natura, il
filo degli affetti, il richiamo dell’Assoluto,
l’intuizione dei poeti, e si esprime così mediante
le parole, la melodia e il sorriso, tutti
frammenti che in-cantano l’anima e il corpo. A
volte il nome delle persone ne nasconde la
vocazione: PerIncantamento è la dimensione,
essenziale e chiara, che guida il nostro gruppo;
il desiderio di comunicare, in musica&parole,
testi e suoni medievali, etnici e contemporanei,
accostati e intrecciati per similitudine o
contrasto; la voglia di intraprendere nuove strade
espressive, seguendo un filo conduttore che
coniughi filologia e creatività, l’ispirazione a
sussurrare allegorie e figure in un tempo, il
nostro, che spesso rifiuta eppure sempre cerca la
semplicità luminosa delle cose. La musica si
propone di superare gli steccati tradizionali e
cercare semplicemente delle affinità espressive
fra storia antica e modernità, intrattenimento e
cultura, conoscenza ed emozione. Accanto a una
scelta di musiche strumentali medievali
(trobadoriche, Cantigas, Libre vermehl, Ars nova)
vi è il ricorso a repertori di musica etnica del
nord Europa, a improvvisazioni secondo stilemi
antichi e moderni e a musiche d’ambiente di
concezione attuale. La nota fondamentale che
accomuna i vari repertori è il motivo della danza,
dell’incastonare le parole in musiche nelle quali
si privilegia la comunicativa e la resa espressiva
gioiosa, mentre i suoni, antichi e nuovi, hanno il
compito di ambientare i testi e sottolinearne il
valore nell’oggi. Molti sono i punti di contatto
fra il Medioevo e il nostro tempo: le parole e le
musiche possono accostarsi in un illuminarsi
reciproco che fa sì che il passato offra stimoli
per inventare un presente. Gli strumenti sono
quelli tradizionali (flauti diritti, percussioni,
arpa celtica, organo, ecc.), ma la musica che essi
eseguono viene rifusa all’interno di suoni moderni
chiamati sia a svolgere atmosfere musicali sia a
creare suggestioni illusionistiche in una completa
libertà di accostamenti, di reinvenzioni e,
all’occorrenza, di esecuzioni filologicamente
aggiornate.
Adelaide
Ricci, medievista, è specializzata in
archivistica, paleografia e diplomatica ed è
docente di paleografia latina. Borsista presso
importanti centri di studi, collabora con diverse
Università italiane in progetti di ricerca ed
organizza corsi e lezioni su temi specifici di
storia medievale. Si è occupata in maniera
approfondita di testi e fonti medievali ed ha
all’attivo pubblicazioni specialistiche. Svolge
attività giornalistica e approfondimenti in campo
teatrale. Scrive e pubblica
poesie.
Walfrido
Ricci, eclettico negli studi e negli
attività lavorative. La sua formazione in campo
teatrale è maturata nell’ambito dell’ensemble
PerIncantamento, con cui collabora fin dalla
nascita e di cui è graphic designer. Si occupa
inoltre della messa a punto fonica e di scena.
Svolge approfondimenti di
recitazione.
Paolo
Bottini, diplomato in Organo, Pianoforte
e Clavicembalo, dal 1998 è segretario della
“Associazione Italiana Organisti di Chiesa”. Dal
1986 è organista titolare nella chiesa di Croce
Santo Spirito in Castelvetro Piacentino (Diocesi
di Fidenza) e dal 1991 è frequentemente richiesto
come organista sostituto al prestigioso organo
“Mascioni” della Cattedrale di Cremona. È stato
premiato nei concorsi organistici internazionali
di Borca di Cadore (1997) e di Sant’Elpidio a Mare
(1998). È direttore artistico del “Comitato
Organistico Cremonese” e fa parte della
Commissione per la Musica Sacra della Diocesi di
Fidenza (PR).
Patrizia
Borromeo ha studiato arpa classica presso
il Conservatorio di Alessandria e dal 1993 si
dedica allo studio dell’arpa celtica, strumento
particolarmente legato alla tradizione musicale
irlandese, scozzese e bretone. Accanto al
repertorio etnico propone anche musiche di sua
composizione. Ha fatto parte di numerose
formazioni musicali a carattere folk (“Malartan”,
“Rogues”, “Rhiannon”) e attualmente collabora con
vari gruppi fra cui “Sagegreen”, “M’Acabo’/Tera e
aqua”, “Harporchestra”.
Antonio
Minelli ha studiato con René Zossò,
Andrea von Ramm, Elena Contin, Olivier Congar,
specializzandosi in diversi strumenti (flauto
dolce, percussioni, liuti arabi, ribeca); ha
suonato in diversi gruppi di musica antica (“Laude
novella”, “Ensemble Stella Nova”, “Cremonense
Collegium Musicum”). È direttore del gruppo
spettacolo musica-danza-teatro medievale “Arundel”
con il quale ha partecipato a importanti
manifestazioni nazionali e internazionali. Ha
scritto libri e inciso dischi, svolge attività
didattica e collabora attualmente con importanti
associazioni e teatri
italiani.
Vittorio
Zanibelli ha studiato con Luciano
Antonioli e Giuseppe Parmigiani diplomandosi in
Clarinetto presso il Conservatorio di Piacenza. Si
è specializzato in numerosi corsi approfondendo il
flauto dolce nei repertori rinascimentale e
barocco. Svolge attività concertistica e didattica
in vari gruppi orchestrali; ha collaborato con
RAI, MEDIASET, RTSI e ha partecipato a rassegne di
musica e danza antica in Italia e all’estero.
Svolge attività musicologica di trascrizione ed ha
all’attivo numerose incisioni di repertori antichi
e moderni.